Era un caldo pomeriggio di un luglio dei primi anni '80. Ero libero da lavoro e mi gustavo un ghiacciolo seduto ad un tavolino della Latteria Cirillo, rituale appuntamento della compagnia d'amici. Si avvicinò Senio e mi chiese se ero disposto ad accompagnarlo a Siena: c'era il Palio e lui desiderava vederlo. Senio, infatti, era nato a Siena. Guarda caso Senio è un tipico nome senese: “Senio ed Aschio, figli di Remo, fondatori della città…”.
Senio non aveva un'auto propria (non aveva nemmeno la patente) ed era tardi per servirsi dei mezzi pubblici: avrebbe dovuto pensarci prima.
Per me non ci furono problemi: un piacere ad un amico non si rifiuta mai!
Tra l'altro era l'occasione per seguire una manifestazione dal vivo, dopo averla vista per anni in televisione, accompagnato da un senese verace.
Strada facendo Senio mi spiegò le varie fasi della Festa.
Percorremmo l'autopalio, poi m'indicò la strada da seguire fino all'Antiporto di Camollia; alla prima possibilità di parcheggio, proseguimmo a piedi fino a Porta Camollia dove trovammo la Comparsa dell'Istrice – Senio era nato in via di Camollia – pronta a partire; cavallo e fantino era già stati benedetti.
Abbiamo seguito la Comparsa dei quattro colori fino al Duomo.
Abbiamo visto partire la Passeggiata Storica. Quindi Senio mi ha portato in un pigia-pigia di gente fino ad entrare in piazza attraverso una stradina che lui chiamava Onda, e iomi domandavo cosa volesse dire...
Conquistato finalmente un posto in piazza per me è stato un “missage” di rumori: battiti del campanone, grida della gente, di suoni di chiarine, di applausi, e la voce di Senio che tentava di spiegarmi ogni particolare.
Uno scoppio di mortaretto e il silenzio più totale: per unlungo momento. Poi ancora grida, ma questa volta si avvertiva la tensione della folla: il mossiere chiamava per l'allineamento ai canapi.
Non ricordo quanto ci volle prima di partire. Ricordo, però, che prima di realizzare che la corsa era iniziata, e che i cavalli stavano appunto correndo, era già finita. Intorno a me la disperazione della gente, Senio quasi piangeva, e più in là altra gente in un tripudio di salti e di abbracci: Aceto aveva portato l'Oca all'ennesima vittoria!
Senio mi fece correre alla basilica di Provenzano, poi nel rione di Fontebranda… poi non ricordo bene, forse anch'io coinvolto da quei festeggiamenti ho bevuto qualche bicchiere di vino in più.
Tanto era a ufo … e soprattutto ancora non c'era la possibilità di imbattersi in un etilometro !!!
Finita la festa e tornati a casa il bilancio della giornata fu positivo: appuntamento con Senio per l'agosto successivo. Poi ancora per i Palii a seguire.
Senio era dell'Istrice: era nato in via Camollia… ed io? Boh ?! Io seguivo lui, e basta!
Per qualche anno questo è stato il nostro rituale. Andavamo a vedere il Palio. Indipendentemente dalla partecipazione, o meno, dell'Istrice.
Una sera, però, Senio si coricò per un sonno senza risveglio: un accidente se l'è portato via per sempre. Quell'uomo, che per differenza d'età poteva essermi padre, mi è restato vicino perché mi ha trasmesso la passione per la Festa senese. Ho continuato ad andare a Siena da solo, a seguire il Palio… e a cercare un'eventuale identificazione con una Contrada.
Ma i senesi sono contradaioli per nascita… Allora ho pensato: “Io che sono valdarnese se vado a Siena partendo dal mio paese natio, che territorio incontrerò per primo?”. E così ho fatto. Ed ho incontrato le mura sotto la basilica di San Francesco… e il Bruco! E brucaiolo sono diventato.
Qualcuno mi spiegato che se ad un certo incrocio, invece di svoltare a destra, giravo a sinistra avrei incontrato prima il Nicchio… Chi se ne frega! Ho incontrato il Bruco e sono brucaiolo, anche se solo per simpatia personale.
Un pomeriggio, quando si dice il destino, libero dal lavoro presi la decisione di fare una giratina nella “mia” bella Siena. A Porta Romana, uscendo da Firenze, trovo un autostoppista che chiede un passaggio proprio per Siena. Ovviamente passaggio concesso. E, naturalmente, la conversazione verte tutta sul Palio… quel ragazzo era il figlio del custode della Contrada del Bruco…
…E un giorno “La Nobile Contrada del Bruco alza le sue bandiere e fa rullare i tamburi per salutare la tua nascita, lieta di accoglierti nella sua grande famiglia” … sono stato battezzato il 7 luglio 1991.
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